Ieri Xiaomi ha annunciato a Pechino il suo nuovo smartphone Mi Mix Alpha. Lascia a bocca aperta perché frantuma lo stereotipo di telefono cellulare così come lo conosciamo. Basta guardare una delle tante immagini diffuse dall’azienda per capirlo: non c’è un “davanti” e un “dietro”, uno schermo e un rivestimento posteriore. È tutto uno schermo, che avvolge entrambi i lati e i bordi laterali.

È un piccolo gioiello tecnico, che dimostra per l’ennesima volta il livello di ingegnerizzazione raggiunto da Xiaomi. Lo schermo nasconde una serie di tecnologie rivoluzionarie che hanno richiesto un nuovo metodo di assemblaggio: per comporlo si parte dall’interno e poi vengono laminati sopra uno a uno lo strato di visualizzazione, il pannello a sfioramento e i livelli di protezione. Si ottiene in questo modo un design definito “Surround Display” ad alta curvatura, capace di assorbire lo stress interno causato dalla flessione dei livelli di visualizzazione. Lo strato più superficiale, liscio e piatto come ci si aspetta che debba essere, è effettuato con una pellicola definita “resistente”.

Le cornici ci sono, nella parte superiore e inferiore, sono ridotte ai minimi termini e hanno permesso di eliminare del tutto i pulsanti laterali fisici. Sono realizzate in lega di titanio di livello aerospaziale, tre volte più resistente dell’acciaio inossidabile ma più leggera. Il ricevitore auricolare è sparito, al suo posto c’è una tecnologia acustica che sfrutta il display per la propagazione dei suoni (già presente in altri modelli, non è un inedito). I lati del dispositivo sono sensibili alla pressione e sfruttano un motore lineare per simulare il tocco di pulsanti reali.

L’estetica non costituisce l’unica novità. Con Mi Mix Alpha esordisce anche la fotocamera da 108 Megapixel, secondo l’azienda con la più alta risoluzione, il più alto numero di pixel e il sensore più grande mai installato su uno smartphone. Come termine di paragone, il sensore da 1/1,33 pollici è il 389% più grande di quello tradizionale da 48 Megapixel. Produce foto con una risoluzione di 12.032 x 9.024 pixel e supporta la tecnologia Super Pixel per produrre pixel da 1,6 μm in condizioni di scarsa illuminazione. Non manca la stabilizzazione ottica dell’immagine a quattro assi per garantire video senza tremolii. I moduli fotografici sono tre; oltre al sensore principale da 108 Megapixel ce n’è uno secondario ultra grandangolare da 20 MP e un terzo da 12 MP che supporta lo zoom ottico 2x. La copertura protettiva dell’area della fotocamera consiste in un singolo pezzo di vetro zaffiro, incorporato in ceramica.

La dotazione centrale è forse l’elemento più ordinario: il processore è il Qualcomm Snapdragon 855+ presente anche sul Mi 9 Pro 5G, affiancato da 12 GB di memoria RAM e 512 GB di spazio di archiviazione. La batteria è un modello da 4050 milli Ampere per ora che supporta la ricarica rapida da 40 W. Il produttore mira a produrre Mi Mix Alpha su piccola scala; i pochi prodotti che saranno realizzati saranno in vendita a fine anno a un prezzo in yan che, al cambio attuale, corrisponde a 2.225 euro.

Guardando le foto restano aperte molte domande sull’ergonomia di un form factor del genere, sulle funzionalità software implementate per gestire uno schermo tanto inusuale e sull’autonomia. Una batteria “normale” per gestire uno schermo tanto eccezionale potrebbe esaurirsi in pochissimo tempo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Trasformare il calore disperso in energia elettrica è possibile, usando il magnetismo

prev
Articolo Successivo

Acer ConceptD 7 è il notebook per grafici e creativi che soddisfa in tutto, ma si fa pagare

next