Per capire il libro di Giulia De Lellis e il suo successo conviene partire dalla nota all’ultima pagina. “Le vicende personali vanno intese come storie di fiction, benché coerenti con i fatti accaduti”. I fatti accaduti sono i seguenti: Giulia De Lellis, 23 anni da Ostia, ex gieffina e popolarissima influencer Instagram (4 milioni di follower) è stata fidanzata per due anni con Andrea Damante, ragazzo conosciuto a Uomini e Donne. Nell’aprile 2018 lei l’ha lasciato, con una storia Instagram, dopo che aveva scoperto di essere stata tradita. Ne è seguito un piccolo ritorno di fiamma, tante storie sui giornali, e un successo mediatico per entrambi.

Adesso, la De Lellis ha deciso di raccontare alcuni retroscena di quella rottura in un libro appena uscito per Mondadori Electa, e scritto assieme all’autrice Stella Pulpo: “Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza”. L’opera è balzata subito in cima alle classifiche dei siti di e-commerce (vista forse la maggiore confidenza con gli acquisti online da parte dei fan della De Lellis), provocando l’indignazione di più di qualche intellettuale. Noi l’abbiamo letto, cercando di scrollarci di dosso ogni pregiudizio.

Partiamo dal packaging. La copertina, costruita attorno alle sfumature di colore rosa, contiene una foto che potrebbe trovarsi benissimo sul profilo Instagram di Giulia De Lellis. Lei è seduta sul parquet di casa con un vestito rosa, il cellulare in mano e una smorfia pensierosa in volto. Attorno ci sono i suoi accessori: un paio di borse, tre scarpe, un abito che spunta da una porta alle sue spalle. Il libro è di poco meno di 150 pagine, intervallate da alcuni disegnini e divise in 23 capitoli di agilissima lettura: ogni capitolo ha il suo titolo (“Brava Giulia”, “Ahi-ahi-ahi”, “A spasso con me”); ogni paragrafo è separato da un a capo, come un normale articolo web; ogni frase è composta di poche parole, con un ritmo piuttosto sincopato.

Dopo aver letto la raccomandazione nell’introduzione (“Se vi va, tenetemi la mano mentre leggete”), partiamo con la lettura. L’attacco, direbbero i critici letterari, è in medias res. Giulia De Lellis, o chi per lei, ci butta subito dentro alla mischia. Sa che i lettori di questo libro saranno principalmente i suoi fan, persone che conoscono tutto di lei. Tanto vale risparmiare paginate di preamboli inutili e passare subito all’azione, al momento esatto in cui, guardando il computer di lui, ha scoperto il tradimento di Andrea Damante: “Tremo. È aprile, ci sono 24 gradi e io tremo. Ho due felpe e due coperte addosso, la primavera fuori e il gelo dentro. Non mangio. Non parlo. Non piango. Non mi lavo da tre giorni e non mi sono neppure cambiata le mutante. Fumo sigarette. Ne spengo una e ne accendo un’altra (e pensare che non ho nemmeno il vizio)”.

Iniziano una serie di riflessioni sul tradimento piene (come più o meno tutto il libro) di cliché e formule piuttosto scontate: “Me l’ha fatto sotto il naso”, “Come può l’amore essere causa di una simile sofferenza?”, “Mi guardo allo specchio e non mi riconosco”, “Qual è il peccato di cui mi sono macchiata, per meritare tutto questo?”. Il libro è un “romanzo di un tradimento” e come tale ne attraversa tutte le fasi. La prima è quella della scoperta, la seconda della depressione (la protagonista perde “6 chili”) con infondato senso di colpa. “Dove ho sbagliato? Non sono stata abbastanza o sono stata troppo”, si chiede Giulia, prima di analizzare quale sia il vero problema: “Idealizzare il tipo con cui stiamo. In pratica tu sei talmente rapita dal tuo sentimento, che in lui vedi anche quello che non c’è: il grande amore della vita”. E mentre tu fai questo, “quello che fa? Se ne scopa altre”.

Poi inizia “la rinascita”, fatta attraverso tre passi. “Primo passo: concentrarsi sui piccoli momenti di benessere quotidiano”. Secondo: “Concentrarsi sulla donna che sono e che voglio essere”. Terzo, eliminare gli elementi di disturbo. Perché, continua, “Io sono bella: superficiale, sempliciotta, naif, tutto quello che vi pare, ma sono bella. E bella voglio apparire”. “De Lellis must go on”, titola il nono capitolo. “Mi sono rimboccata le maniche, mi sono incollata un sorriso da deficiente sul volto e ho ricominciato a vivere. […] Non voglio consentirgli di esercitare così tanto potere su di me”. Segue una fase di tira e molla con l’ex che l’ha cornificata, fino al finale (che non vi spoileriamo).

Il linguaggio è a volte ironico (la De Lellis ripete il fatto che lei non ha “mai letto un libro”) e piuttosto semplice. Forse anche troppo, pieno com’è di espressioni ritrite e frasi comuni. Tra quelle più notevoli, “Sto una merda, ma io non sono debole”, “Il sentimento che proviamo è potentissimo”, “Due persone che si amano devono stare entrambe bene, perché sono una coppia”, “Il tradimento è proprio uno tsunami”, “Non sono io che ho rotto questo amore”, “Ho imparato che certi dispiaceri si capiscono solo quando si vivono sulla propria pelle” e “Io l’amore lo respiro dappertutto”.

Eppure il libro ha centrato il suo obiettivo. Che non è tanto quello di vendere (probabilmente la De Lellis potrebbe guadagnare con un paio di post quello che guadagnerà con le royalties dell’opera), né quello di lasciare un’impronta nella letteratura italiana, quanto quello di rafforzare l’immagine della protagonista ed espandere la sua comunicazione su un nuovo media: il libro. Un media che, usato come lo usano lei e altre star, è ancora uno dei più efficaci per creare un evento attorno alla propria persona, per organizzare interviste in tv, tour promozionali con firmacopie e selfie assieme ai propri fan.

È la continuazione con altri protagonista di quello che Alessandro Baricco spiegò come il libro-esperienza: un accessorio comunicativo considerato diventato ormai una tappa imprescindibile nella carriera dei personaggi pubblici. Hanno iniziato i calciatori (spartiacque fu forse il libro di barzellette di Francesco Totti), hanno proseguito gli sportivi e i conduttori, ora è il turno degli influencer. In fondo, il volume è solo una Stories un po’ più lunga e coinvolgente delle tante che ogni ora del giorno l’influencer posta su Instagram. “Ho deciso di condividere questa esperienza con voi”, scrive la De Lellis nella postfazione. “al pari di come condivido le mie intolleranze alimentari o i miei prodotti beauty del cuore”. Eccolo, il libro-Stories.

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