L’appuntamento alle 18 viene anticipato di un’ora, tra una riunione e l’altra Carlo Freccero risponde a tutte le nostre domande. Non si tira indietro, ha il tono sicuro di chi ne ha viste tante e la consapevolezza che il cambiamento in tv richiede tempo. “Il mio palinsesto non è ancora partito, siamo in ritardo rispetto alle altre reti. Partirà il 29 settembre con Fazio, quello completo con Il Collegio da metà ottobre. Per i bilanci aspettiamo il 28 novembre, il giorno in cui finirà il mio mandato”, spiega il direttore di Rai2 al FattoQuotidiano.it.

Se lo ricordava che fosse così difficile dirigere una rete?
“Non mi sembra più difficile, ho sempre fatto così televisione. La differenza importante è nel tempo a disposizione, avevo solo dodici mesi per lavorare. La mia vera rete inizia adesso. Sta per partire Che tempo che fa la domenica, sperimentiamo al giovedì Maledetti Amici Miei che sarà alto e divertente, ci sarà anche Paolo Conte. Il mercoledì arriverà la fiction italiana inedita, Il Collegio è amato dai più giovani e sarà una vera sorpresa. Ci abbiamo lavorato molto, ci spostiamo negli anni 80 e sarà un gioiello. Il lunedì abbiamo la leggerezza di Stasera tutto è possibile e Made in Sud. Arriviamo nella fascia più importante con proposte interessanti”.

La sensazione è che sia andato oltre il cambiamento mirato, puntando in alcuni momenti a una rivoluzione rischiosa. Ha osato troppo?
“Per fare la rivoluzione ci vuole tempo, si deve cambiare. Bisogna dare continuità ma la tv deve aggiornarsi. Non credo di aver osato troppo, ho cercato di costruire un palinsesto chiaro. L’obiettivo è il raggiungimento del target più giovane, è questo quello che mi è stato chiesto. Dobbiamo anche realizzare degli eventi che assolvono alla missione del servizio pubblico.”

Dopo tante polemiche Fabio Fazio torna su Rai2, la domenica sera avrà una concorrenza spietata tra la fiction di Rai 1, Giletti, D’Urso e il posticipo di Serie A. Che aspettative ha dal punto di vista auditel?
“Anch’io ho fatto qualche ragionamento, da Fazio mi aspetto l’8% di share. So bene che non c’è una abitudine del pubblico in quella fascia, Rai2 fa solitamente il 5%, ottenere tre punti in più in un paio di mesi per noi sarebbe un successo.”

Rocco Schiavone era stato annunciato su Rai1, dopo le polemiche torna su Rai2. Il personaggio di Giallini accusato perché sui generis e per le canne. Non è un limite questo per l’azienda?
“Questo è un discorso che riguarda le strategie editoriali e non posso rispondere. Sono molto contento di avere Rocco Schiavone, anche se il mercoledì dal 2 ottobre avrà concorrenza sul pubblico femminile di Amici Celebrities e su quello maschile con le partite di Champions League.”

In tv il palinsesto è sempre più mobile ma Rai2 ha cambiato tre volte la sua programmazione in quatto giorni, causando qualche mal di testa ai telespettatori. Gli ascolti del daytime stanno facendo discutere.
“Andiamo con ordine. C’è un programma pagato dalla pubblicità, invece di fare audience porta soldi. Parlo di Nella mia cucina con Carlo Cracco”

Dallo chef in tv si aspettava di più?
“Sinceramente no, non è da considerare come un programma di palinsesto ma come una trasmissione “pubblicitaria”. E’ un branded content, dura mezz’ora e solo per venti giorni.”

Il programma viene replicato nello stesso pomeriggio, cosa tipica delle reti non generaliste. Perché?
“Non è una mia decisione, c’è un contratto pubblicitario che lo prevede e io devo rispettarlo.”

Restiamo al daytime. All’ultimo secondo è saltato il nuovo show Battute, sostituito in corsa senza promozione da Apri e Vinci con Costantino Della Gherardesca. Questo avrà influito sul dato?
“Sono dettagli, i programmi orizzontali si vedono nella lunga durata e non possono essere giudidicati come i prodotti del prime time. Battute invece si sposta in seconda serata.”

Senza girarci intorno, si dice che il pomeriggio di Rai2 sia un disastro. Cosa risponde?
“Ci vuole pazienza, ne riparleremo a novembre.”

Non si sta rivelando una mossa vincente la partenza ritardata di Detto Fatto fermo tra il 4-5% di share. Perché questa decisione?
“Non è colpa mia, questa decisione è stata presa dal coordinamento dei palinsesti per tutelare in quella fascia Rai1.”

Non aveva nascosto la volontà di chiuderlo, si è pentito di non averlo fatto?
“A Detto Fatto c’era un problema, non c’era più Giovanni Ciacci.”

Perché?
“Ha avuto un problema con la Rai, ha avuto una condanna e non poteva più esserci. E’ stato lui a dare le dimissioni, ho dovuto rinnovare la trasmissione che pian piano crescerà negli ascolti.”

Diceva che la decisione nasce dalla volontà di favorire Rai1, in quella fascia però gli ascolti restano bassi. Una strategia che non sembra funzionare.
“Questa soluzione non ha infatti agevolato Rai1, cercheremo di riportare Detto Fatto alle 14. Per noi è un programma importante, con la fine delle puntate di Cracco spero di poter rimettere le cose in ordine. Avevo dato l’ok alla partenza alle 14.45 perché era previsto un dating show che mi è stato bocciato, sempre perché dava fastidio a Rai1.”

La Domenica Ventura ha ottenuto quasi il 4% di share, ascolti dimezzati rispetto a Mezzogiorno in Famiglia.
“Io mi aspettavo ancora peggio, per fare un bilancio aspettiamo due mesi. Il programma costa in totale 14 mila euro, bisogna fare le nozze con i fichi secchi. Simona è bravissima e ce la farà anche questa volta.”

A proposito di Mezzogiorno in Famiglia, Adriana Volpe ha preso malissimo la chiusura e in diverse occasioni ha criticato il suo lavoro.
“Cosa ci posso fare? Io sono una persona divisiva e certo non mi sorprendo se qualcuno mi insulta o mi critica.”

Tornando a Simona Ventura, si è parlato di nuovi progetti per lei.
“Ci saranno ma nel 2020, non posso ora anticipare cose di cui non ho ancora parlato con l’amministratore delegato Salini.”

Ha puntato molto sul ritorno di The Voice of Italy, lo rifarebbe?
“Certo, sono soddisfatto. Sono felicissimo dei target che ha avuto, tra quelli più interessanti è stato un successo clamoroso.”

Debutto sottono per Quelli che il calcio con il trio Kessisoglu-Bizzarri-Ceran. E’ preoccupato?
“E’ un risultato condizionato dalla concorrenza di Tv8 al 10% e dalla chiusura anticipata per dare spazio alla pallavolo. Non sono affatto spaventato.”

Ha puntato con forza su Stefano De Martino, perché?
“Ho avuto ragione, l’ho scelto anche per raggiungere il pubblico più giovane.”

Ha ricevuto anche molte critiche per le sue performance a La Notte della Taranta e al Festival di Castocaro.”
Non è vero, è un volto contemporaneo e moderno. Il suo esordio su Rai2 è stato esplosivo, sono molto soddisfatto di lui e pensare di avere un giudizio unanime è folle.”

Il Tg2 Post fatica contro Stasera Italia e Otto e mezzo. Cosa non va?
“E’ una domanda che deve fare al direttore del Tg2 e non a me.”

E’ cambiato il governo e a Viale Mazzini si sentono già i primi effetti.
“Assolutamente no, questo palinsesto è stato annunciato nei mesi scorsi. Io non ho ricevuto alcuna pressione, nessuna telefonata da politici. Mai una volta, mai. Ripeto mai, potete anche controllare il mio telefono.”

Mi sta dicendo che non ha sentito Beppe Grillo, lei lo conosce bene.
“No, nemmeno Grillo ho sentito in questi mesi.”

Avrà parlato con Matteo Salvini.
“No, mai. Io non ho ricevuto nessuna pressione, non avrei problemi a dirlo.”

Il 28 novembre finisce il suo impegno da Direttore, cosa succederà?
“Niente, finisce il mio mandato. Al mio successore lascio il palinsesto a cui ho lavorato e che potrete giudicare tra qualche mese.”

E’ vero che potrebbe avere un ruolo a Rai Pubblicità?
“Non è così, stop. Il 28 novembre finisco e vado via.”

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