Venti di guerra tra Riyad e Teheran, conflitto commerciale tra Usa e Cina, la nascita di “nuove forme di autoritarismo”, il “diritto di chiedere asilo fatto a pezzi”. Sono le principali sfide che la comunità internazionale si trova a fronteggiare secondo il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che ha aperto i lavori della 74esima Assemblea Generale al Palazzo di Vetro.

“Siamo di fronte all’allarmante possibilità di conflitti armati nel Golfo, con conseguenze che il mondo non si può permettere”, ha detto il numero uno delle Nazioni Unite. Il tema sul tavolo è quello dei rapporti tra l’Arabia Saudita, i cui principali impianti petroliferi sono stati bombardati a metà mese, e l’Iran, accusato di essere dietro agli attacchi. “Il recente attacco (…) è del tutto inaccettabile – ha aggiunto – In un contesto in cui un piccolo errore di calcolo può portare a un grande confronto, dobbiamo fare tutto il possibile per spingere per ragione e moderazione“.

Una moderazione che gli Stati dovrebbero esercitare anche in campo economico. “All’orizzonte si profila un nuovo rischio reale. Temo la possibilità di una grande frattura, il mondo diviso in due con le due più grandi economie mondiali che creano mondi separati e in competizione, ciascuno con una propria valuta dominante, regole commerciali e finanziarie, Internet, intelligenza artificiale, strategie geopolitiche e militari”, ha detto Guterres facendo riferimento senza nominarle a Usa e Cina. “Dobbiamo fare il possibile per evitare la grande frattura”.

“Mentre un numero record di rifugiati e sfollati è in movimento, la solidarietà è in fuga – ha proseguito il segretario generale affrontando il tema delle migrazioni – Non solo i confini, ma i cuori si chiudono, le famiglie di rifugiati vengono distrutte e il diritto di chiedere asilo fatto a pezzi“. “Dobbiamo ristabilire l’integrità del regime internazionale di protezione dei rifugiati e mantenere le promesse di condivisione delle responsabilità stabilite nel Global Compact on Refugees“, ha detto Guterres sollecitando il rispetto “dei diritti umani di ogni migrante”.

Il numero uno del Palazzo di Vetro ha denunciato le “nuove forme di autoritarismo, la messa in discussione di diritti da tempo acquisiti, la persecuzione di difensori dei diritti umani, militanti, ecologisti e giornalisti, giorno dopo giorno, click dopo click” e annunciato una nuova iniziativa dell’Onu contro i discorsi di odio, che si aggiunge a un altro nuovo programma, per la protezione dei siti religiosi e in difesa della libertà di culto. “La paura oggi è il marchio più venduto – ha proseguito – A coloro che insistono sull’oppressione o sulla divisione, dico: la diversità è una ricchezza, mai una minaccia”.

Il numero uno delle Nazioni Unite ha affrontato anche il tema delle armi nucleari: “A breve termine, è necessario estendere l’accordo New Start. Dobbiamo lavorare per far fronte all’accresciuta minaccia dei missili balistici e garantire una revisione positiva nel 2020 del trattato di non proliferazione delle armi nucleari”, ha spiegato Guterres, affermando di aver presentato una nuova agenda sul disarmo per far avanzare la pace globale.

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